Partner: AllegroModerato –  Ambito: Inclusione sociale  –  Paese: Italia –  Luogo: Milano –  Anno: 2019 - 2020 –  Stato del progetto: In corso –  Tipologia: Progetto AMI

IL PROGETTO IN SINTESI

Laboratori musicali per giovani donne migranti tenuti da insegnanti e musicisti disabili.

IL PROGETTO IN DETTAGLIO

Obiettivi

Offrire, attraverso la musica e la bellezza, un’esperienza positiva di sé e della realtà di accoglienza alle giovani donne migranti che rilanci motivazione e speranza nella lettura del proprio presente. Potenziare le capacità relazionali e di “donazione di sè” dei musicisti con disabilità psico-fisiche dell’Orchestra AllegroModerato, attraverso la musica orchestrale.

Beneficiari

Circa 15 giovani donne tra i 18 e i 32 anni, da poco arrivate in Italia ospiti dei centri di accoglienza per donne rifugiate o vittime di tratta e di violenza ; giovani studenti musicisti di AllegroModerato con fragilità psico-fisiche.

Attivita

L’Orchestra AllegroModerato, composta da insegnanti e musicisti abili e disabili, dal 2016 sperimenta laboratori musicali con i migranti per favorire processi di inclusione sociale attraverso la musica e dal 2019, con il sostegno di AMI, intende sviluppare questo ambito di intervento. L’orchestra utilizza un metodo che permette anche a persone che non hanno mai fatto musica di suonare strumenti a corde e percussioni, coinvolgendo attivamente ogni partecipante nell’esecuzione di rielaborazioni di pagine famose della letteratura sinfonica. Il metodo consente di approcciare lo strumento musicale senza le necessarie conoscenze tecniche e teoriche.

Una mattina a settimana gli insegnanti e i musicisti disabili si recano presso la casa delle Donne di Milano dove realizzano un laboratorio orchestrale di strumenti a corda per un gruppo di giovani donne migranti da poco arrivate in Italia. I musicisti disabili hanno la funzione di tutor, ovvero, oltre a suonare, mostrano ai minori e alle donne come tenere in mano lo strumento, come pizzicarne le corde, come fare il tremolio. Le persone coinvolte, gradualmente, sperimentano il contrabbasso, pizzicano le corde di un’arpa, suonano il violino, ascoltano.

La musica fa sì che le partecipanti apprendano strumenti di relazione volti all’ascolto, all’attesa e all’interazione con gli altri, e sviluppino concentrazione e costanza.

Da questa interazione si crea un’atmosfera piacevole di socializzazione tra le persone coinvolte e le ragazze migranti trascorrono il tempo in modo stimolante e creativo. Il progetto permette anche ai giovani musicisti disabili di fare un’esperienza di volontariato prendendosi cura delle migranti lasciando da parte, per la durata del laboratorio, il loro ruolo di disabili vulnerabili.

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