ALTA MANE: Resta in alto! Sollevati sopra i tuoi dolori e sostieni il tuo debole animo finchè puoi - Ovidius, Ad Liviam
Partner: Laboratorio53
Ambito: Inclusione Sociale
Paese: Italia
 
Luogo: Roma
Stato del progetto: In corso
Anno: 2016-2018
Tipologia: Progetto AMI
 

RifugiART

 Obiettivi

Rottura dell’isolamento nel quale vivono i richiedenti asilo in Italia, favorendo processi di affidamento reciproco e familiarità con il territorio. Sostegno ai beneficiari nella riflessione sui propri vissuti, riattivando la loro capacità auto-narrativa venuta meno a seguito di eventi traumatici e/o trattamenti inumani e degradanti.

 Beneficiari

Circa 50 giovani adulti richiedenti asilo e rifugiati politici, di cui alcuni vittime di tortura.

 Attività

Laboratorio 53 organizza a Roma gruppi di auto-mutuo-aiuto, formati da persone migranti, in particolare da coloro che chiedono protezione internazionale, per costruire uno spazio di interazione ed espressione di sé al cui centro è la cura della relazione. L’intento è quello di affiancare chi è in fuga da storie familiari e sociali che hanno messo a rischio la propria vita, nella creazione di nuovi legami sociali e affettivi per creare una nuova rete sociale di supporto fatta di relazioni interpersonali, fiducia e reciprocità. Nei gruppi di auto-mutuo-aiuto viene utilizza l’arte, non solo come facilitazione di una comunicazione spesso compromessa dalla scarsa conoscenza linguistica, ma anche come canale universale, immediato ed efficace, di espressione di sé e condivisione. Per le persone che hanno subìto trattamenti inumani, come la tortura, con la disumanizzazione e deculturazione che ne conseguono, l’arte permette di lavorare immediatamente sulla riappropriazione delle sensazioni, la ridefinizione del senso e la condivisione dei propri riferimenti culturali.

Nel 2016 e 2017 AMI ha sostenuto la realizzazione di 3 laboratori : Teatro dell’Oppresso, arte e scenografia, radio e ludopedagogia.

Il progetto sostenuto da AMI nel 2018 si concentra sui laboratori radio e foto-movimento, e sulla produzione del Manuale RifugiART (link), per aprire nuovi spazi di dibattito, informazione, espressione artistica e comunicazione e sviluppare una contro-narrazione del mondo delle migrazioni in Italia. I laboratori danno vita ad alcune performance conclusive fatte di narrazioni, disegni, fotografie e registrazioni sonore che parlano al pubblico del tema della migrazione, portando in scena le voci dei richiedenti asilo.

 

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